Come scrivere un curriculum vitae: guida passo passo
The CVera Team · · 8 min di lettura
Un buon curriculum non è un elenco di tutto quello che hai fatto: è un documento breve che risponde a una domanda precisa di chi seleziona, cioè "questa persona può fare bene questo lavoro?". In questa guida trovi, sezione per sezione, come costruire un curriculum chiaro e credibile per il mercato del lavoro italiano, con esempi prima e dopo, gli errori più comuni e i controlli da fare prima di premere "invia".
Prima di scrivere: raccogli il materiale
Il modo più veloce per scrivere un CV è non partire dal foglio bianco. Prima di aprire un modello, prepara un documento di appunti con tutto quello che potrebbe servire:
- le date esatte (mese e anno) di ogni lavoro, tirocinio, contratto a termine e corso;
- il nome corretto delle aziende e degli enti, con la città;
- i titoli di studio con voto finale (per esempio 98/100 al diploma, 108/110 alla laurea);
- certificazioni, patenti, corsi di formazione, abilitazioni (HACCP, sicurezza sul lavoro, muletto, ICDL);
- numeri concreti: clienti seguiti, budget, volumi, scadenze rispettate, risultati raggiunti.
Poi prendi due o tre annunci per il ruolo che cerchi e sottolinea le parole che tornano più spesso. Saranno la tua bussola per decidere cosa mettere in evidenza e cosa tagliare.
La struttura di base di un curriculum
In Italia il formato più usato e più apprezzato è il cronologico inverso: si parte dall'esperienza più recente e si va indietro. L'ordine classico delle sezioni è questo:
- Dati personali e contatti
- Profilo professionale (3–5 righe)
- Esperienze lavorative
- Istruzione e formazione
- Competenze (tecniche, digitali, trasversali)
- Lingue
- Altre informazioni: certificazioni, patente, volontariato, interessi pertinenti
- Autorizzazione al trattamento dei dati personali
Se sei uno studente o hai appena finito gli studi, puoi spostare l'istruzione sopra le esperienze. Approfondiamo le varianti nella guida al formato del curriculum.
Dati personali: cosa mettere e cosa no
Servono nome e cognome, città (non è necessario l'indirizzo completo), numero di cellulare, un indirizzo email professionale e, se curato, il link al profilo LinkedIn. Molti curriculum italiani riportano ancora data di nascita, stato civile e codice fiscale: oggi non sono necessari e puoi ometterli. Il codice fiscale, in particolare, serve al momento dell'assunzione, non alla candidatura.
Prima: marco.fantasy88@..., via Roma 12, 20100 Milano, nato il 03/05/1988, celibe.
Dopo: Marco Bianchi · Milano · +39 345 000 0000 · marco.bianchi@... · linkedin.com/in/marcobianchi
La foto in Italia è molto diffusa ma non obbligatoria. Se la metti, deve essere professionale: ne parliamo nella guida sulla foto nel curriculum.
Il profilo professionale
Subito sotto i contatti, poche righe che dicono chi sei, cosa sai fare e cosa cerchi. È la parte che chi seleziona legge per prima, spesso in pochi secondi. Evita le frasi che potrebbe scrivere chiunque ("persona solare, dinamica e motivata") e punta su ruolo, anni di esperienza, specializzazione e un risultato.
Impiegata amministrativa con 6 anni di esperienza in contabilità fornitori e fatturazione elettronica in un'azienda manifatturiera di 120 dipendenti. Gestisco circa 300 fatture al mese su SAP e ho ridotto i tempi di riconciliazione mensile da cinque a tre giorni. Cerco un ruolo in amministrazione e controllo nell'area di Verona.
Trovi formule ed esempi per diversi ruoli nella guida dedicata al profilo personale nel curriculum.
Esperienze lavorative: risultati, non mansioni
Per ogni esperienza indica ruolo, azienda, città, mese e anno di inizio e fine. Sotto, da tre a cinque punti elenco. L'errore più frequente è copiare il mansionario: "gestione clienti", "attività di magazzino", "supporto all'ufficio". Chi legge sa già cosa fa un magazziniere; vuole sapere come lo fai tu e con quali risultati.
Una formula semplice: verbo d'azione + cosa hai fatto + risultato o dimensione.
| Prima | Dopo |
|---|---|
| Gestione del magazzino | Gestito la preparazione di 150–200 ordini al giorno con lettore barcode e WMS, con errori di spedizione sotto lo 0,5% |
| Servizio ai tavoli | Servito fino a 60 coperti a turno in una trattoria con dehors, gestendo comande su palmare e chiusura cassa serale |
| Supporto all'ufficio commerciale | Preparato 40 offerte al mese per clienti B2B e aggiornato il CRM, riducendo i preventivi in attesa di risposta oltre 30 giorni |
Non tutto si misura in numeri, ma quasi tutto ha una dimensione: quante persone, quanti clienti, quale area, che tipo di strumenti. Se ti servono spunti per il tuo settore, guarda gli esempi di curriculum per professione, per esempio quello per magazziniere o per impiegato amministrativo.
Quanto andare indietro
Di regola bastano gli ultimi 10–15 anni. Le esperienze più vecchie o poco pertinenti si possono riassumere in una riga ("Precedenti esperienze nel commercio al dettaglio, 2008–2012"). Se hai avuto periodi senza lavoro, non nasconderli con date ambigue: leggi la guida sui buchi nel curriculum.
Istruzione e formazione
Indica il titolo, l'istituto o l'università, la città e l'anno di conseguimento. Il voto è utile se è buono o se sei all'inizio della carriera; dopo qualche anno di lavoro conta molto meno. Per la laurea specifica se è triennale o magistrale e, se pertinente, il titolo della tesi.
- Laurea magistrale in Ingegneria gestionale – Politecnico di Torino, 2021, 110/110
- Diploma di perito informatico – ITIS "G. Marconi", Padova, 2016
- Corso di formazione HACCP – 2023
Con più esperienza, la sezione si accorcia: chi ha 15 anni di carriera non ha bisogno di indicare le scuole medie, e in genere nemmeno il diploma se c'è una laurea.
Competenze e lingue
Separa le competenze tecniche (software, macchinari, normative, metodi) da quelle trasversali, e per queste ultime cerca sempre una prova nelle esperienze. Per le lingue usa i livelli del Quadro comune europeo (QCER), da A1 a C2, e indica le certificazioni se le hai. Approfondiamo tutto nella guida sulle competenze da inserire nel curriculum.
Altre informazioni utili, soprattutto per alcuni ruoli: patente B (o C, CE, CQC per gli autisti), disponibilità a trasferte o turni, abilitazioni professionali, iscrizione ad albi.
L'autorizzazione al trattamento dei dati
In fondo ai curriculum italiani si trova quasi sempre una frase come: "Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nel mio curriculum vitae ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e del D.Lgs. 196/2003." È una consuetudine molto diffusa e diversi annunci la chiedono esplicitamente. Se l'annuncio la richiede, inseriscila; in ogni caso non fa danni e occupa una sola riga in fondo alla pagina.
Adatta il curriculum a ogni candidatura
Mandare lo stesso CV a cinquanta annunci diversi è il modo più rapido per non ricevere risposte. Non serve riscriverlo ogni volta: tieni una versione completa e, per ogni candidatura, fai tre interventi mirati.
- Il profilo: riscrivi la frase finale in base al ruolo e, se possibile, alla città o al settore dell'azienda.
- L'ordine dei punti elenco: metti in cima, per ogni esperienza, i risultati più vicini a quello che chiede l'annuncio.
- Le parole chiave: se l'annuncio parla di "contabilità generale" e tu hai scritto "tenuta dei conti", usa la loro formula. Molte aziende filtrano le candidature con un software ATS: come funziona lo spieghiamo nella guida al curriculum ATS.
Impaginazione, lunghezza e file
Per la maggior parte delle persone basta una pagina, due se hai molta esperienza pertinente. Usa un carattere leggibile (Calibri, Arial, Lato, Source Sans) tra 10 e 12 punti, margini ampi, titoli di sezione chiari e lo stesso formato per tutte le date. Evita colonne troppo strette, icone al posto delle parole e barre grafiche per indicare il livello delle competenze: sono difficili da leggere sia per le persone sia per i software.
Invia sempre il curriculum in PDF, salvo richiesta diversa, con un nome file chiaro come Nome-Cognome-CV.pdf. Un Word aperto su un altro computer può spostare tutto l'impaginato. Se vuoi partire da una base già ordinata, scegli uno dei modelli di curriculum di CVera e compila le sezioni una per una.
Rileggi prima di inviare
Un refuso nel nome dell'azienda o un numero di telefono sbagliato possono vanificare tutto il lavoro. Prima di inviare, fai questi controlli:
- leggi il curriculum ad alta voce, lentamente: gli errori saltano fuori;
- controlla che le date siano coerenti e senza sovrapposizioni inspiegabili;
- verifica nomi propri, accenti e apostrofi (qual è, un'azienda, un ufficio);
- usa sempre lo stesso tempo verbale (passato per le esperienze concluse, presente per quella in corso);
- chiama il tuo numero e scrivi alla tua email dal CV: devono funzionare;
- fai leggere il CV a una persona di cui ti fidi, meglio se lavora nel tuo settore.
Infine, carica il PDF nel controllo ATS gratuito per vedere se il testo viene letto correttamente da un software di selezione.
Gli errori più comuni
- Troppo lungo: tre o quattro pagine per un profilo junior scoraggiano la lettura.
- Frasi vaghe: "ottime capacità comunicative" senza un esempio non convincono nessuno.
- Il modello Europass compilato in automatico senza tagliare nulla: va bene per alcuni concorsi pubblici, ma nelle aziende private spesso risulta lungo e poco leggibile.
- Informazioni superflue: hobby generici, scuole medie, codice fiscale.
- Bugie o esagerazioni: titoli, voti e livelli di lingua vengono verificati, a volte già al primo colloquio.
E dopo il curriculum?
Quasi sempre il CV va accompagnato da una lettera di presentazione o da un breve messaggio nella mail di candidatura. Nella guida su come scrivere una lettera di presentazione trovi struttura ed esempio, mentre i modelli di lettera di presentazione ti aiutano a mantenere la stessa grafica del curriculum. Tutte le altre guide sono raccolte nel blog di CVera.